La Storia
La Rocca di Brisighella, posta a difesa del paese e della vallata sopra uno dei tre colli che sovrastano il borgo, fu edificata nel 1310 da Francesco Manfredi Signore di Faenza sui resti di un precedente castello distrutto da una fazione ghibellina. I Manfredi governarono su Brisighella per l’intero corso dei secoli XIV e XV a eccezione di un periodo di otto anni (1368-76) in cui, conquistata dal Cardinale Albornoz, passò sotto lo Stato della Chiesa. Nel 1394 Galeazzo Manfredi ammodernò le strutture difensive, rinforzate in seguito da Astorgio II fra il 1457 e il 1466. Nel 1494 subì l’assedio del Duca d’Urbino, che dovette desistere per la strenua resistenza condotta dal brisighellese Dionisio di Naldo.
Nel 1500 fu conquistata da Cesare Borgia (il Valentino) e alla caduta di questi, nel 1503, passò in mano ai veneziani. All’epoca la Rocca possedeva solo la torre minore che, sotto il dominio della Serenissima, venne ulteriormente ampliata e dotata dell’imponente torrione circolare.
Nel 1509 fu riconquistata dalle truppe papaline. Nel 1560 Papa Pio IV concesse ad Alfonso II d’Este, Duca di Ferrara, il governo della vallata che, a causa dell’insorgenza di contrasti, durò soli cinque anni.
A parte la breve parentesi Napoleonica, la Rocca restò sotto il controllo della Chiesa fino al 1860, anno dell’annessione al Regno d’Italia.
La Rocca
Si entra nell’area della Rocca attraverso la scala della porta delle Gabelle. Il camminamento ai piedi delle alte mura raggiunge la vecchia corte esterna. Tramite l’ingresso principale si accede sia alla corte d’arme interna che alla più piccola e più antica torre manfrediana.
L’ingresso della torre manfrediana costituisce l’inizio del camminamento interno del castello. Una stretta scala a chiocciola collega una serie di tre ambienti abitabili sovrapposti sull’asse verticale della torre. Il quarto e ultimo livello della torre è caratterizzato da un ampio ambiente circolare con pilone portante centrale e tetto in legno e laterizio. La torre è collegata al maschio veneziano da uno dei due ponti levatoi che permettevano l’arroccamento in caso di assedio. La torre veneziana, munita di cisterna nella sua parte interrata, è anch’essa dotata di una scala a chiocciola che collega tre ambienti sovrapposti anticamente abitati dal castellano. Il quarto livello, più alto, è caratterizzato dalla galleria che corre sull’intera circonferenza da cui si gode uno splendido panorama sulla vallata. Il tetto, realizzato su due livelli, copre un vano cieco con cupola ogivale (probabilmente utilizzato come polveriera). La copertura in legno della galleria perimetrale fu realizzata verso la fine del XVI sec.
Tutte le parti del fortilizio sono collegate tra loro dal camminamento di ronda in sommità ai bastioni, che permette di raggiungere tutte le estremità della fortificazione in quota, nonché il collegamento tra le torri. Dal cortile d’arme interno si accede alla galleria sottostante al bastione Ovest (bombardiera), da cui si raggiunge la caponiera, posta al di sotto del ponte delle Gabelle, che permetteva il tiro radente laterale sugli assedianti.



